
Per
l’uscita dall’emergenza e il rilancio economico del Trentino serve un Patto che
coinvolga la politica, le Istituzioni provinciali e municipali e tutte le forze
sociali e produttive.
Fino ad ora la Giunta Provinciale non si è mossa adeguatamente in questa
direzione.
L’UPT richiede una rapida inversione di tendenza e a questo fine auspica che le
forze politiche democratiche, popolari ed autonomiste, oggi all’opposizione, si
impegnino per elaborare una comune piattaforma di proposte costruttive e
responsabili.
Va superata la logica degli
interventi spot in favore di un Piano Organico, dotato di risorse finanziarie
straordinarie.
Occorre garantire significative misure di sostegno al reddito delle famiglie,
oltre quanto già deliberato dallo Stato; supportare le micro realtà produttive
individuali o familiari, sopratutto nel settore turistico e dei servizi, che
diversamente rischiano di chiudere le proprie attività; garantire liquidità al
sistema delle imprese, attraverso forme straordinarie di garanzia per l’accesso
al credito.
Il Fondo Ripresa Trentino – che
tra l’altro incongruamente prevede il riferimento esclusivo al calo del 10 per
cento dei ricavi – risulta del tutto inadeguato.
Attenzione centrale dovrà essere data al sistema del Terzo Settore e delle imprese
Cooperative e sociali, esposto in prima linea.
Una visione chiara dovrà poi essere messa in campo sul futuro prossimo della Scuola. Le soluzioni di emergenza adottate in questi mesi devono lasciare spazio ad un progetto organico di ripresa, capace di unire le opportunità del digitale con la fondamentale esperienza aggregativa e comunitaria tipica della Scuola.
Questi obiettivi richiedono un
progetto finanziario di natura straordinaria, raccordato con i nuovi strumenti
di intervento europei, che vada ben oltre la normale dinamica del Bilancio
provinciale. Ciò anche se – come auspichiamo – si riuscisse a concordare col
Governo la sospensione per due anni del contributo provinciale alla finanza
statale stabilito dagli Accordi.
Condizione essenziale sarà la capacità di efficienza e di tempestività
dell’apparato pubblico.
Per questo servono misure specifiche di semplificazione e di accelerazione
delle procedure amministrative (con tempi veramente vincolanti) e investimenti
strutturali sul piano della digitalizzazione.
Importante è anche consentire ai Comuni di applicare in corso d’anno l’avanzo di amministrazione, per far fronte alle scelte tariffarie e di servizio nell’emergenza.
L’Unione per il Trentino
intende riproporre il proprio percorso verso una nuova Formazione Politica di
ispirazione popolare e territoriale alla luce di ciò che questa emergenza ha
reso ancor più evidente : la necessità
di innovare il sistema della rappresentanza politica, per evitare il declino
della democrazia e l’esigenza di nuovi paradigmi per il futuro della Comunità
Autonoma del Trentino.
Mentre riconferma piena
disponibilità a cooperare alle necessarie decisioni immediate, come sopra
accennato, l’Unione per il Trentino ha attivato una propria piattaforma
digitale attraverso la quale, già dai prossimi giorni, vorrà aprire riflessioni
di scenario con i propri Aderenti, con esperti e con tutti i cittadini
disponibili e interessati.
Oltre questa emergenza e le misure per superarla nel breve periodo, abbiamo
infatti il grande problema di inventare nuove soluzioni per il un futuro che
non potrà essere uguale a prima: democrazia locale, servizi, welfare e sanità,
politiche per gli anziani, turismo e sviluppo economico, gestione delle risorse
ambientali, cultura.
In un parola, dobbiamo riprogettare la nostra Comunità Autonoma.